L’orchestratore moderno dal midi alla partitura finale.

 

Bell’articolo tratto dal sito

http://www.musimac.it/lorchestratore-moderno-dal-midi-alla-partitura-finale

La figura dell’orchestratore è a molti sconosciuta. Se andiamo a curiosare tra i titoli di coda di qualche film ci capiterà di leggere i nomi di Steve Bartek, Angela Morley, Jeff Atmajian,Bruce Fowler ecc. Costoro hanno prestato la loro opera al servizio di molti famosissimi compositori come John Williams. Hans Zimmer, Danny Elfmann, James Newton Howard e molti altri. In molti casi si ricorre ad un orchestratore non perché il compositore non sia capace ma magari solo perché il tempo a disposizione non è sufficiente ed il lavoro da fare è molto.

In altri casi si ricorre ad uno o più orchestratori perché in realtà si richiede un certo stile in cui magari lo stesso compositore non è ferrato. In altri casi ancora il binomio compositore-orchestratore è indissolubile così come lo è compositore-regista. Uno dei casi è per esempio il binomio Elfmann-Bartek. I due lavorano insieme dall’esperienza di Oingo Boingo (gruppo rock di cui Danny Elfmann era il front man). Qualcuno è partito col fare l’orchestratore e poi è diventato uno splendido compositore che a sua volta si avvale di altri orchestratori, per esempio Thomas Newman che non molti sanno è stato uno degli orchestratori della saga dei primi episodi di Star Wars.
Altri non hanno nessuna intenzione di diventare compositori veri e propri come confessa Pete Anthony il quale in un intervista dischiarò che il suo ruolo ideale è quello di stare dietro le quinte ma garantire un risultato sempre al massimo livello.

E cosi è: i suoi lavori sono il meglio della produzione musicale per il cinema di oggi. I compositori della cosiddetta vecchia guardia come Jerry Goldsmith non hanno mai fatto ricorso ad un orchestratore. Per loro era inconcepibile ed imprescindibile la composizione dall’orchestrazione. Infatti su questo punto bisognerebbe stabilire dove è il limite tra i meriti di chi compone ed invece di colui che dato un determinato tema riesce a creare un capolavoro. Ma, come abbiamo già detto, a volte il tempo è tiranno, eclatante il caso del film King Kong per il quale fu “protestato” Howard Shore e l’incarico fu affidato a James Newton Howard il quale in un mese dovette realizzare l’intera colonna sonora. Se non fosse stato per Pete Anthony, Jeff Atmajian, Bruce Babcock, Chris P. Babcock, Frank Bennet, Harvey Cohen ecc. la colonna sonora non si sarebbe potuta fare… in un mese.

Veniamo a noi.
La tecnologia attuale sempre in evoluzione ha permesso di passare dal montaggio alla moviola a quello con il computer nello stesso modo ha consentito anche di passare dal foglio e la matita al sequencer per scrivere la musica. Grazie al computer il regista ed il montatore possono prendersi tutto il tempo che vogliono per cesellare il film fino all’ultimo fotogramma e questa possibilità loro offerta si riflette drasticamente sul compositore il quale, nella stragrande maggioranza dei casi, sarà in balia di cambiamenti continui fino al giorno fissato per le registrazioni.

Cosa avviene
Il regista cercherà un compositore per la colonna sonora dal quale (a meno che non si tratti di uno o due casi al mondo) preferirà ascoltare dei demo su scena e magari, grazie all’aiuto del montatore o di un music editor, rivolterà questi demo come un calzino al finedi plasmare la musica come meglio crede per far sì che corrisponda alla propria idea finale. Se il compositore sarà fortunato riceverà dei file (demo) manipolati da un music editor il quale terrà conto di variazioni metriche ed armoniche. Se questo non avverrà dovrà cavarsela da solo. Mi è capitato di ricevere le scene con la musica rieditata in maniera grossolana la quale presentava tagli metrici di impossibile realizzazione e talvolta stretchata (durata) in alcuni punti precludendo qualsiasi realizzazione “terrena”.

Antefatto…
Di solito il compositore dovrebbe chiamare l’orchestratore “tradizionale” quando ormai è tutto stabilito cioè quando ormai tutti i cues (chiamati M) sono già stati approvati.
In quel frangente l’orchestratore “tradizionale” partirà da:

  1. I midi files del compositore: questi midi files conterranno una summa di tutto ciò che costituisce il brano. L’orchestratore desumerà le linee salienti e procederà alla distribuzione delle parti ultimando lo score generale.
  2. Un cue sheet con 6 o 7 coppie di pentagrammi sui quali sono indicati tema, armonia e tessiture obbligate dell’orchestrazione. L’orchestratore completerà tutte le parti.
  3. Un tema ed alcune indicazioni verbali sullo svolgimento. L’orchestratore “arrangerà” completamente il brano fornendo lo score completo.
  4. I midi files precisi alla virgola con tutte le parti separate. L’orchestratore riporterà tutto in partitura ed aggiungerà i segni di dinamica e farà un controllo generale.

Ma cosa accadrà se invece il processo compositivo dovrà essere seguito dall’inizio alla fine? Voglio dire: chi aiuterà il compositore a creare i mock up (demo) ed adattarli o cambiarli a seconda delle esigenze che verranno man mano durante il montaggio del film? A questo punto entra in gioco una figura che è leggermente diversa da quella dell’orchestratore tradizionale e che man mano diventa sempre piu richiesta: l’orchestratore Midi.

La figura dell’orchestratore MIDI
Costui oltre ad essere un normale orchestratore con le cognizioni specifiche di un musicista orchestratore: saper leggere e scrivere la musica, conoscere gli strumenti (estensioni, possibilità tecniche, colori, combinazioni e tutte le altre peculiarità) deveanche essere un esperto programmatore di DAW e librerie strumentali dedicate.
Nota: a meno che non facciate Williams di cognome nessun regista o produttore al mondo approverà la vostra musica su carta. Quindi se siete dei compositori dovrete o essere buoni programmatori o dovrete rivolgervi ad un orchestratore – programmatore.

Veniamo ai fatti pratici
In questo tutorial voglio illustrarvi come si passa attraverso il processo di creazione diun brano fino alla realizzazione della partitura che sarà poi eseguita da una orchestra in carne ed ossa. Il brano in questione che si intitola “Escape from Avalon” (lo trovate allegato all’articolo) mi è stato richiesto per un breve trailer cinematografico il cui soggetto è un film di animazione. Mi è stato inoltre richiesto uno stile epico orchestrale ed io ho provveduto a creare un mock up del brano utilizzando Logic Studio 8.0.1, Vienna Symphonic Library (Vienna Instruments) East West Symphonic Orchestra in Kontakt 2.2.4 S.A.M. true strike ed alcuni samples provenienti da una mia libreria personale in formato EXS 24. Ho utilizzato due istanze di Altiverb che impiegavano l’impulse response proveniente dai Todd-AO Studios di Los Angeles, una per le riflessioni di prossimità un’altra per quelle di sala. Per la realizzazione della partitura ho usato Sibelius 5.1.1.
Il tutto fatto girare su un Mac Pro 3ghz (8 core) con 16 gb di ram più 4 hd interni per le librerie ed una RME Fireface 400 come interfaccia audio. Ho usato un controller Novation Remote SL 61 sul quale ho creato una mappa personalizzata per controllare tutti i parametri espressivi consenti. Durante la fase di scrittura e creazione ho utilizzato un paio di cuffie Beyerdynamic DT990 Pro e per il mix un paio di Yamaha msp 5.

Il processo di orchestrazione
una volta visionato il filmato ho aperto una traccia di pianoforte e mi sono armato di fogli e matita. Ho cominciato a scrivere tema ed armonia. Una volta ultimato ho risuonato, registrandolo, quanto scritto in modo da stenderlo per la durata del film. Sono passato poi a scrivere i punti salienti dell’orchestrazione annotando la disposizione delle voci e di quali strumenti fossero coinvolti nei vari passaggi. Particolare attenzione all’arpa che in questo brano esegue molti “glissando” per cui e’ necessario verificare a priori che tutti i cambi di pedali siano fattibili.
Noterete nella foto sul foglio a destra i glissando scritti e verificati a priori.

Una volta completata l’idea su carta vado a “costruire” la sequenza in Logic. Nel tempo mi sono costruito dei template di base ai quali vado poi ad aggiungere o sottrarre articolazioni e patches a seconda dei casi. In questo caso ho aperto un template full orchestra che include : Flauti, Ottavino, Oboe, Clarinetti in Bb, Fagotti, Corni in F, Trombe in Bb,Tromboni, Basso Tuba, Timpani, Piatti,Percussioni varie, Arpa, e sezione Archi.
Ho usato prevalentemente Vienna Instruments sui quali si potrebbe aprire un capitolo a parte e forse lo faremo in futuro. Vi basti pensare che solo 2 anni fa per ottenere lo stesso numero di articolazioni sarebbero state necessarie oltre duecento tracce midi. Chi non conosce il player di Vienna si domanderà perché. Ebbene la risposta è semplice ogni strumento puo eseguire un numero pressocchè illimitato di sfumature esecutive queste sfumature le chiameremo articolazioni ed il player di Vienna può contenere queste articolazioni al suo interno a discrezione del musicista.

Nella foto sopra vediamo i Corni che usano le seguenti articolazioni principali: Legati, Short, Sustained e Dynamic.
Nella foto sotto vediamo a loro volta per esempio la matrice dei Dynamic che contiene a sua volta tutte le articolazioni necessarie al proposito.

Potrete sicuramente immaginare il resto.

Logic al lavoro

Questa è invece la parte dei corni che suona: è visibile solo uno dei controlli continui che sono Espressione, Cell X fade, Dynamic,Program Change ecc.

Noterete nella parte alta dell’editor le note reali e nel basso i Key switch che attivano lediverse articolazioni all’interno delle matrici.

Una volta completata l’orchestrazione parte per parte e stando bene attenti a non quantizzare niente dato che il risultato sarebbe troppo meccanico e falserebbe comunque l’idea musicale in se stessa il nostro risultato sarà più o meno questo.

Una bella sequenza ordinata e che non lascia esternamente per nulla trasparire il lavoro di programmazione tremendo che è necessario.
Una volta finito il lavoro ho mixato e finalizzato il file audio il quale è stato inviato ai committenti i quali a loro volta sembravano soddisfatti ed hanno dato l’ok per la registrazione che si terrà in data da stabilirsi. A questo punto mi tocca preparare lo score generale e le parti staccate…
Quindi procedo all’editing di ogni traccia che confluirà nel midi file che importerò in Sibelius.

Molti si domanderanno “…ma come mai dato che Logic ha funzioni di score non usare questo?” …La rispostaè un… naaaaa!! :-))
Chi conosce Sibelius o Finale sa di cosa parlo. Ma torniamo a noi.
Ogni traccia Midi in Logic deve essere: ripulita di tutti i CC (controlli continui), i Key Switch e program change. Tutti gli eventi devono essere rigorosamente quantizzati in attacco e durata. Una volta fatto esportiamo il nostro midi file che per quanto messo a punto appare così:

…piuttosto un delirio non trovate?

Quindi armiamoci di santa pazienza ed andiamo a fare il lavoro vero e proprio dell’orchestratore… Questo include: messa a punto di tutto il materiale ritmico e relativa trasposizione chiara e leggibile a prima vista, controllo di tutte le alterazioni così come appariranno scritte (semplificazioni enarmoniche ed alterazioni precauzionali), divisioni delle parti per famiglie, pedalizzazione per l’arpa, eventuali indicazioni di arcate, segni di dinamica, segni di tecnica, ricostruzione dei gruppi irregolari persi nel trasferimento da midi file ed eventuali aggiustamenti che sono possibili solo visionando la partitura completata. Alla fine la nostra paritura apparirà piu o meno così, realmente "leggibile":

…non resterà altro che estrarre le parti staccate (Sibelius lo fa in automatico) e procedere alla stampa da consegnare agli orchestrali per l’esecuzione.

Arrivederci ad un prossimo incontro sulla orchestrazione.
Antongiulio Frulio


Alcune note biografiche su Antongiulio Frulio:

Ha compiuto gli studi musicali a Napoli e si è poi trasferito a Roma dove risiede. Si è specializzato in pianoforte composizione, orchestrazione e direzione d’orchestra. Ha vinto numerosi concorsi pubblici ed ha svolto attività come docente nella scuola pubblica e privata tra cui l’Università di Salerno, DAMS di Bologna, l’Accademia delle Arti di Roma ecc. Si è dedicato alla computer music diventando beta tester e demo maker per numerose software house come East West, Visenna Symphonic Lybrary, Redmatica, IK Multimedia, Digidesign ecc.

Ha al suo attivo numerose collaborazioni in qualità di pianista, tastierista, arrangiatore e direttore d’orchestra con molti artisti tra cui:
Marina Rei, Niccolo Fabi, Roberto Pregadio, Riccardo Sinigallia, Tiromancino, PierCortese, Massimo Nunzi, Trombe Rosse, Mauro di Domenico, Arnaldo Vacca, Nino D’angelo, Giorgia, Lino Banfi, Paolo Ferrari, Giovanna Ralli, Ricky Martin, Piero e Francesco Pintucci, Lucio Gregoretti, Claudio Mattone, Alex Britti, Ron, Velvet, Le Vibrazioni, Romina Falconi, Valerio Sanzotta, Andrea Guerra, Morgan, Alex Infascelli, Stefano Mainetti, Teresa De Sio, Nigel Wright, Michael Bolton e molti altri.

Come compositore ha realizzato numerose colonne sonore: Doppio Agguato (con Luca Zingaretti) Amatemi (con Isabella Ferrari) Il silenzio Intorno (di Dodo Fiori) The Stranger (di Larry Fulton) ecc.

È inoltre compositore delle musiche per molti spot televisivi tra cui: Acqua Lete, Grissinbon, Pirelli, Aboca… e orchestratore per numerosi film internazionali e fiction TV come La ricerca della felicità (con Will Smith), Il Siero della vanità, Caccia Segreta, Il commissario De Luca, Donkeyxote (eseguito dalla London Symphony ad Abbey Road Studios) The accidental Husband (con Uma Thurman)…

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